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Scheda biobibliografica di ragionevole dimensione Domenico Alvino, nativo di Luogosano (AV), ha insegnato lingua e letteratura italiana e latina nei licei della Capitale, dove risiede, ed ora svolge attività di poeta, scrittore, saggista e critico letterario. Impegnato in esperienze teatrali da studioso, autore, interprete e regista, negli anni 1959-65, col regista Paolo Zacchia ha fondato a Roma un “Centro Sperimentale di Arti Visive”; ha lavorato ad un progetto inteso ad inserire il teatro nella scuola in funzione didattico-educativa e condotto una “Scuola Speciale di Recitazione” per incarico del C.E.A., “Centro di Educazione Artistica” del Provveditorato agli Studi di Roma. Nel 1973 è stato recensore letterario del quotidiano «L’Unità». Ha tenuto conferenze in varie sedi universitarie italiane ed estere su problemi di teoria, storia e critica letteraria, di politica scolastica e di didattica applicata agli studi classici. Da critico militante, è stato redattore della rivista “Pòiesis”. Suoi testi (recensioni, saggi e opere di poesia) sono altresì apparsi su diverse riviste e quotidiani, quali «Otto-Novecento», dell’Università Cattolica di Milano; «Critica letteraria», dell’Università Federico II di Napoli; «Gradiva», International Journal of Italian Poetry, State University of New York; «Riscontri»; «La Mosca di Milano»; «Galleria»; «Fermenti»; «Cartevive», Bollettino dell'Archivio Prezzolini e degli Archivi di Cultura Contemporanea della Biblioteca Cantonale di Lugano; «Ambra», Annuario del Dipartimento d’Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia della Scuola di Studi Superiori Daniel Berzsenyi di Szombathely, Ungheria; «Altro Parnaso», I libri di “003 e oltre”; «Atene e Roma», organo dell’Associazione Italiana di Cultura Classica; «Nuova Secondaria»; «Il Tempo»; Lettera ad un (aspirante) poeta, in «I fiori del male», Roma, giugno 2010; Poeti e poesia, in I fiori del male, Quaderno trimestrale di POESIA, cultura letteraria e società, Roma settembre 2010. Ha elaborato un dispositivo di analisi critica, denominato “critica operazionale”, il cui saggio fondativo, col titolo Poesia e riscrittura di poesia: un modello teorico, è pubblicato su «Aufidus», rivista di scienza e didattica della cultura classica, anno XIII, n. 39, Kepos Edizioni, Roma, dicembre 1999; Oltre a vari componimenti apparsi occasionalmente su riviste, i libri di poesia pubblicati sono: Il suono d’ombra, Ragusa, Cultura Duemila Editrice, 1992, con prefazione di Concetta Fiore; Dove si formano le piogge, Cittadella (PD), Nuove Amadeus Edizioni, 1996, con prefazione di M. L. Spaziani; L’aria inorientata, Roma, Lo Scettro del Re, 2001; Thauma Donna Domina Domus Prima, Loffredo Editore, Napoli 2014, con prefazione di Giangiacomo Amoretti. Delle altre opere di saggistica, vengono qui indicate alcune tra le più notevoli: La poesia performativa di Giovanna Sicari (2000, in «Fermenti», anno XXX, n. 222, Roma); Ipotesi sull’idea di poesia e figura del poeta in Paradiso, di G. Linguaglossa («Poiesis», 2002, n. 26-27); La teologia della soglia sottratta nella poesia di L. Canciani (ivi, 2002, n. 23-24); Monismo androcosmico in Acronico, di G. Pedota, «Poiesis» (2005, numero speciale 32). Un tipo di pratica intertestuale: la traslazione semantica nell’hodoeporicon di Attilio Bertolucci («Critica letteraria», 2005, anno XXXIII, fasc. I, n. 126, Napoli); L’idea della vita nella poesia di Attilio Bertolucci (Ivi, 2005, anno XXXIII, fasc. IV, n. 129), La costruzione del presente nella poesia di Attilio Bertolucci (Ivi, 2006, anno XXXIV, fasc. II, n. 131); Un particolare tipo di riscrittura: la clonazione poetica (2005, «Ambra», anno V, n. 5, Szombathely, Ungheria); Ungaretti riscrittore di Virgilio? (2005, anno VI, n. 6. Szombathely, Ungheria; Fare libro insieme, in Atti del convegno, Poesia del Novecento tra Liguria e Piemonte, Genova, Claudio Zaccagnini Edizioni, 2006, Febbraio, pp. 155-172; La funzione poesia, una ricerca applicata, in Con dottrina e con volere insieme, saggi, studi e scritti vari dedicati a Béla Hoffmann, Savaria Universiti Press, Szombathely, 2006, pp. 259-274; I mondi della poesia nei nei Perimetri di sabbia di Medardo Macori, in AA.VV. Ricognizione critica sulla poesia di Medardo Macori, Lepisma, Roma Ottobre 2006; Il ronzio delle cose ritornanti – Sulla quiddità di poesia (arte), in AA.VV. Ad limina mentis, a c. di Ivan Pozzoni, deComporre Edizioni, Gaeta 2014. Membro del Cenacolo dell’Associazione culturale Rossella Mancini, nel 2004 ha tenuto un corso sulla critica operazionale, di cui ha dato conto in due saggi, Concetti base della critica poetica operazionale e Critica operazionale: prove applicative sull’elocutio, pubblicati sul sito dello stesso Cenacolo. Ivi è possibile leggere anche uno studio su Intelletto ed emozione in poesia, ed un altro dal titolo Il problema del linguaggio in poesia. È stato anche prefatore di libri di poesia, e molti suoi componimenti, in lingua e in dialetto, sono apparsi in rete, dove sono tuttora leggibili. Dei critici che si sono occupati della sua produzione letteraria si segnalano: G. Capocefalo in Dove si formano le piogge, rileva «la tradizione letteraria rielaborata e personalizzata e rapportata all’esigenza del proprio tempo»; M. Petrucciani in Il suono d’ombra, sottolineata «l’attenzione sagace alla parola, alla costruzione», trova che il risultato è «sempre denso di risonanze profonde»; D. Pisana, in Dove si formano le piogge, avverte una «poesia ricca d’ansia cosmica»; S. Saluzzi definisce «Toccata e fuga, un racconto di delicate pulsazioni»; F. Ulivi addita in Il suono d’ombra, «un linguaggio attento all’eco classica e alla temperie moderna»; S. Gros Pietro vede ne L’aria inorientata «una grande festa tra archivio ed enciclopedia, tra ragione ed azzardo, tra emozione e logica dei segni e dei sogni»; G. Gangemi individua in Dove si formano le piogge «un linguaggio lirico finalmente universale»; L. Nanni fa notare in L’aria inorientata un «movimento versificatorio assai duttile, perforato da luminose intuizioni…» e aggiunge che «il modello sembra risiedere nel profondo con la sua purezza che sa percepire risonanze ed echi nascosti». Infine, Giorgio Linguaglossa e Donata De Bartolomeo sono intervenuti in diverse occasioni sempre con osservazioni generose e molto pertinenti.